Un'infezione sessualmente trasmessa causata da un piccolo parassita. È frequente, spesso senza sintomi, e si cura facilmente con gli antibiotici, trattando anche il partner.
La tricomoniasi è un'infezione causata dal Trichomonas vaginalis, un protozoo, cioè un parassita formato da una sola cellula, che vive nelle vie genitali e urinarie.
Nella donna colpisce soprattutto la vagina e l'uretra; nell'uomo l'uretra e, più raramente, la prostata. È una delle infezioni sessualmente trasmesse non virali più diffuse.
Molte persone, soprattutto gli uomini, non hanno sintomi e possono trasmettere l'infezione senza saperlo. Se non viene curata può durare a lungo, aumentare il rischio di contrarre altre infezioni sessualmente trasmesse e, in gravidanza, favorire complicanze.
Il parassita si trasmette con i rapporti sessuali vaginali e con il contatto tra le mucose genitali.
Il rischio aumenta con il numero di partner e con la presenza di altre infezioni sessualmente trasmesse.
Chi non ha disturbi non sa di essere infetto e può trasmettere il parassita: per questo va trattato anche il partner.
I sintomi, quando presenti, compaiono di solito da pochi giorni a qualche settimana dopo il contagio. Possono anche andare e venire nel tempo.
Gli stessi sintomi possono dipendere da altre infezioni, come clamidia o gonorrea: serve una diagnosi precisa.
La diagnosi si basa su esami semplici, eseguiti su un campione di secrezioni o di urine.
Il ginecologo o l'urologo raccolgono la storia clinica e osservano la zona genitale.
Il parassita viene ricercato al microscopio o, con maggiore precisione, con test molecolari su un tampone vaginale o uretrale o sulle urine.
La tricomoniasi si cura facilmente con farmaci specifici, prescritti dal medico.
Il medico prescrive un farmaco attivo contro il parassita, da assumere per bocca seguendo le indicazioni ricevute.
Anche il partner va curato, pure se non ha sintomi, per evitare di reinfettarsi a vicenda.
Durante la cura e fino alla guarigione di entrambi i partner si evitano i rapporti. Il medico può proporre un test di controllo.
Di solito no, e si cura facilmente. Se non viene trattata, però, può persistere a lungo, favorire la trasmissione di altre infezioni sessualmente trasmesse e, in gravidanza, aumentare il rischio di parto pretermine.
Sì. L'infezione non lascia immunità: ci si può reinfettare se il partner non viene curato o con un nuovo contagio. Per questo è importante trattare entrambi i partner.
Puoi rivolgerti al medico di medicina generale, ai consultori familiari o ai centri per le infezioni sessualmente trasmesse (IST) delle ASL e degli ospedali, dove molti test sono gratuiti e possono essere eseguiti in forma anonima.
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